SIETE ANCHE VOI TRA COLORO CHE SARANNO DICHIARATI INIQUI DAL MESSIA?


Esaminiamo una predizione fatta dallo stesso Yahushua:
Matteo 24:11,12 – E sorgeranno molti falsi profeti, e inganneranno molti. E a causa dell'abbondare dell'iniquità, l'amore di molti si raffredderà.
Yahushua ci avverte qui che negli ultimi giorni emergeranno dei falsi profeti. Apparentemente ciò causerà un'abbondanza di “iniquità”. E' interessante analizzare la parola “iniquità”, così come è stata tradotta dal greco nella nostra lingua. Essa deriva dalla parola greca "anomia". Nel dizionario greco di Thayer troviamo la seguente definizione per questa parola:

BDB/Thayers # 458 anomia da 459; TDNT - 4:1085,646; n f AV - iniquità 12, ingiustizia 1, trasgredire la legge + 4060 1, trasgressione della legge 1; 15 1) la condizione di chi è senza legge 1a) perchè non la conosce 1b) perchè la viola 2) disprezzo e violazione della legge, iniquità, malvagità.

Ricordiamoci che stiamo parlando della parola greca "Anomia". La prima definizione è quella più letterale. Significa "la condizione di chi è senza legge". Il dizionario definisce questa parola come "illegalità (cioè violazione della legge)". Possiamo quindi vedere che come risultato dell'azione dei Falsi Profeti abbonderà una “condizione di assenza di legge” e di “illegalità/violazione della legge” stessa. Per questo motivo l'amore di molti si raffredderà! Questo è provocato dal fatto che la legge di Yahuveh ci insegna ad amare Yahuveh e ad amarci gli uni con gli altri. Ed è confermato da un precedente insegnamento che Yahushua ha condiviso con i suoi discepoli:
Matteo 7:13,14Entrate per la porta piccola: perchè grande è la porta, e larga è la via che conduce alla perdizione, e sono molti quelli che la percorrono: Mentre piccola è la porta, e stretta è la via che conduce alla vita, e sono pochi quelli che la trovano.
Yahushua ci insegna che la "via" verso la vita non è affatto popolare. Non è una via molto frequentata. In effetti, Egli dice che si tratta di una via “stretta” e che sono POCHI quelli che la trovano! Perciò oggi voglio avvertire tutta l'umanità, il 33% della quale professa di essere cristiana.. di FARE ATTENZIONE! Se ci troviamo su una strada che MOLTI altri stanno percorrendo, sicuramente non saremo sulla via che solo pochi trovano! 
 
Continuiamo..
Matteo 7:15Attenti ai falsi profeti! Quando vi vengono incontro, all'apparenza sembrano pecorelle, ma sotto sotto sono lupi rapaci.
Proprio a causa di questi lupi, dobbiamo ricordare che la via stretta ci richiede discernimento!
Matteo 7:16,17Li riconoscerete dai loro frutti. Si possono forse raccogliere uva dalle spine o fichi da un cespuglio? Se un albero è buono, fa frutti buoni; ma se un albero è cattivo, fa frutti cattivi.
Notiamo che entrambi producono frutti, ma uno è cattivo e l'altro è buono
Matteo 7:18-20 Un albero buono non può fare frutti cattivi, così come un albero cattivo non può fare frutti buoni. Ma ogni albero che non fa frutti buoni si taglia e si getta nel fuoco. Dunque è dalle loro azioni che li riconoscerete.
Quindi li riconosceremo dai loro frutti! Ora credo che Yahushua intenda chiarire questo punto. Che si intende per buoni frutti? Faranno molti miracoli e segni e prodigi per dimostrare che quello che insegnano è vero? Sarà questo a dimostrarci che i loro frutti sono effettivamente buoni, e non cattivi?
Matteo 7:21,22Non tutti quelli che mi dicono, Signore, Signore, entreranno nel regno dei cieli; Ma solo coloro che fanno la volontà del Padre mio che è nei cieli. In quel giorno molti mi diranno, Signore, Signore! Non abbiamo forse profetato nel tuo nome? E nel tuo nome cacciato molti demoni? E nel tuo nome non abbiamo forse compiuto molti prodigi?
Alcuni travestiti da pecore Lo chiameranno Rabbi, Rabbi (Maestro, Maestro). 
Matteo 7:23Ma io dirò loro: non vi ho mai conosciuti: Andate via da me, operatori di iniquità!
Ecco di nuovo quella parola, "iniquità". E qui abbiamo un gruppo di persone che professano di credere e predicare in Yahushua. Sono anche convinti di avere scacciato demoni, operato guarigioni, profetato e fatto molte altre opere grandiose. Purtroppo si tratta di falsi maestri, in preda alla “potenza di inganno”! E cosa dice di loro Yahushua? “Andate via da me, operatori di iniquità!” Quali sono le loro VERE opere? Nel testo greco ritorna quella parola, 'Anomia' che è 'illegalità/violazione della legge' o assenza di legge (tradotto 'iniquità')! Andate a controllare e vedrete. Possiamo riconoscerli dai loro frutti! 

Oggi e nelle generazioni passate ci è stato insegnato che siamo “sotto la grazia” e non abbiamo più bisogno di obbedire alla vecchia legge. Ma Yahushua dice un'altra cosa. Dice che quelli che sono senza legge sono senza salvezza. Ora vediamo qualche altra accezione di questo termine “anomia”..ma prima esaminiamo ancora una volta la prima parte della sua definizione, perchè torna utile a dimostrare meglio ciò che sto dicendo: 
 
"BDB/Thayers # 458 anomia da 459..."

Notiamo che questa "Anomia" (#458) deriva da un'altra parola. E' la parola numero #459.
Qual'è la sua definizione? 
 
BDB/Thayers # 459 anomos da 1 (come prefisso negativo, o "alfa privativo") e 3551; TDNT - 4:1086,646; adj AV – senza legge 4, trasgressore 2, malvagio 2, privo di legge 1, illegale 1; 10 1) privo della legge (Mosaica) 1a) dei Pagani 2) che si allontana dalla legge, un trasgressore della legge, illegale, malvagio. 

Qui troviamo una definizione più completa. Il suo significato è: "privo della legge di Mosè". Quindi coloro che dicono che “ora abbiamo una nuova legge” e contrappongono la legge del Nuovo Testamento alla legge mosaica dell'Antico Testamento non hanno in realtà un fondamento per la loro affermazione. In effetti, si può notare che la parola "Anomos" deriva dalla parola greca "nomos (#3551)" che è tradotta come "Legge" quasi 200 volte nel Nuovo Testamento, e quasi senza eccezioni è riferita ala legge di Yahuveh nell'Antico Testamento! 

Perciò non dovremmo dedurre da queste definizioni lo stesso significato che anche i traduttori della King James hanno usato nel seguente verso quando hanno incontrato la parola greca "Anomia"?... 
1 Giovanni 3:4 Chiunque commette peccato trasgredisce anche la legge, poiché il peccato è la trasgressione della legge.
La locuzione "trasgressione della legge" è da #458 "Anomia"! Ancora una volta, questo versetto è riferito al “vero popolo di Yahuveh” proprio come rivelato da Yahushua:
1 Giovanni 3:5,6E voi sapete che Egli ci è stato manifestato per toglierci i nostri peccati, ed in Lui non c'è peccato. Chiunque rimane unito a Lui non pecca più. E se pecca ancora, dimostra di non averLo veramente veduto, né conosciuto.
Yahushua è venuto per togliere i nostri peccati, non l'intera legge! Perciò chiunque è in Yahushua non peccherà. Perciò non 'trasgredirà la legge', perchè il peccato è la trasgressione della legge (mosaica). Allora Yahushua disse la verità quando affermò che la 'trasgressione della legge' o #458 "Anomia" sarebbe abbondata negli ultimi giorni.
Ora esaminiamo altre scritture. Questa volta osserveremo l'uso di "Anomos" che letteralmente significa "privo della legge (di Mosè)". 
Marco 15:27,28Insieme con Lui misero in croce due ladri; uno alla sua destra e l'altro alla sua sinistra. In questo modo si compì la scrittura, che dice che Egli fu contato tra i trasgressori.
La parola "Trasgressori" corrisponde al greco "anomos" che significa coloro che sono "privi della legge (mosaica)". E' interessante come qui venga citato un verso dal libro del profeta Isaia.  
Isaia 53:12 Perciò io gli darò in premio le moltitudini, dei potenti Egli farà bottino, perchè ha consegnato se stesso alla morte ed è stato annoverato tra i trasgressori; mentre Egli portava il peccato di molti, ed intercedeva per i trasgressori.
La parola ebraica "pasha" usata in questo verso è tradotta con "trasgressori". La stessa parola ebraica è tradotta “trasgressori” nel verso che segue:
Salmo 37:38Ma i trasgressori saranno distrutti tutti insieme: la fine dei malvagi è segnata.
e "trasgredirono" qui: 
Isaia 66:22-24 - Poichè come i nuovi cieli e la nuova terra, che io farò, dureranno per sempre davanti a me, dice YAHUVEH, così dureranno la vostra discendenza e il vostro nome. In ogni mese al novilunio, e al sabato di ogni settimana, ognuno verrà a prostrarsi davanti a me, dice YAHUVEH. Uscendo, vedranno i cadaveri degli uomini che hanno trasgredito davanti a me: poiché il loro verme non morirà, il loro fuoco non si spegnerà, e saranno un abonimio per tutti.
"gli uomini che hanno trasgredito contro di me". Ebbene, qui vediamo di nuovo che i trasgressori della legge di Yahuveh saranno distrutti proprio come Yahushua ha predetto, e "il loro verme non morirà, il loro fuoco non si spegnerà, e saranno un abonimio per tutti.” Questo è del tutto coerente con l'insegnamento di Yahushua per cui questi saranno da Lui respinti nel giorno del giudizio. 

Cari amici, questo è un fatto serio e da ponderare! Di certo non vogliamo ritrovarci in quel gruppo di persone!! Ma chi ascolterà questo messaggio? Chi ha orecchie per udire? Come vedremo, di certo non coloro che non amano la verità! Tutto questo fa parte del piano di Satana. Ingannare gli uomini attraverso i “falsi profeti” per indurli a credere che oggigiorno non hanno più bisogno della Sua Legge! Esaminiamo un passaggio del Nuovo Testamento:
2 Tessalonicesi 2:1-5 - 1 Ora vi preghiamo, fratelli, riguardo alla venuta del nostro Yahushua Ha'MashiYah e alla nostra riunione con lui, 2 di non lasciarvi così facilmente confondere e turbare, né da pretese ispirazioni, né da parole, né da qualche lettera fatta passare come nostra, quasi che il giorno di Adonay sia imminente. 3 Nessuno vi inganni in alcun modo! Prima infatti dovrà avvenire l'apostasia e dovrà esser rivelato l'uomo iniquo, il figlio della perdizione, 4 colui che si contrappone e s'innalza sopra ogni essere che viene detto Dio o è oggetto di culto, fino a sedere nel tempio di Eloah additando se stesso come Eloah. 5 Non ricordate che, quando ancora ero tra voi, venivo dicendo queste cose?
Qui vi è la predizione di un'apostasia, di una caduta.. ma una caduta da cosa?
2 Tessalonicesi 2:6,7Ed ora sapete che cosa lo trattiene, fin quando non sarà venuto il suo momento. Poiché il mistero [dell'iniquità] è già in azione: ma perchè si manifesti pienamente è necessario che sia tolto di mezzo chi la impedisce.
E' un 'mistero', no? Ed è già in azione! Quale parola greca viene usata qui per tradurre “iniquità” nella frase “il mistero dell'iniquità”? Avete indovinato, proprio "Anomia" o "Illegalità/violazione della legge"!  
 
Che ne sarà di questo tipo di persone?
2Tessalonicesi 2:8Soltanto allora quel Malvagio si manifesterà, ma Yahushua lo ucciderà con il soffio della sua bocca, lo distruggerà con lo splendore del suo ritorno:
Il 'Malvagio' sarà rivelato. Ma intanto a voi è rivelato che i traduttori nascondono la parola "Anomia" dietro molte altre. La parola che è tradotta come "Malvagio" nel verso seguente è in realtà "anomos", con il significato di uno che è "privo della legge (mosaica)"

Atti 2:23Quest'uomo, secondo le decisioni e il piano prestabilito da YAHUVEH, è stato messo nelle vostre mani, e voi, con la complicità di uomini malvagi, lo avete ucciso inchiodandolo sul legno:
E allo stesso modo è tradotta con "Malvagio" nel verso precedente..
2 Tessalonicesi 2:8 Soltanto allora quel Malvagio si manifesterà, ma Yahushua lo ucciderà con il soffio della sua bocca, lo distruggerà con lo splendore del suo ritorno:
Continuando nella lettura di 2Tessalonicesi... 
2 Tessalonicesi 2:9Il malvagio verrà con la potenza di Satana, con tutta la forza di falsi miracoli e falsi prodigi.
Ingannerà altri attraverso i suoi servi, quei falsi profeti che usano i loro MIRACOLI come prova della verità dei loro insegnamenti, ma insegnano che NON C'E' NESSUNA LEGGE!
2Tessalonicesi 2:10Userà ogni genere di inganno maligno per fare del male a quelli che andranno in rovina; questi si perderanno perchè non hanno accolto e non hanno amato la verità, quella verità che li avrebbe salvati.
Questi non hanno amato la verità. Che triste e deplorevole condizione. Quanto è importante l'amore per la verità?? Leggiamo quel verso!! Bisogna amare la verità per essere salvati, o si rischia di cadere nella dannazione eterna di quelli che “Yahushua ucciderà con il soffio della sua bocca, distruggerà con lo splendore del suo ritorno.. Il loro verme non morirà, il loro fuoco non si spegnerà, e saranno un abonimio per tutti" ... "ANDATE VIA DA ME GENTE INIQUA!!"
 
Dobbiamo essere sicuri di non ritrovarci in quella condizione! Io non voglio starci di certo, mai!! Quelli che periranno non hanno ricevuto l'amore della verità, e cosa è la verità secondo quanto ci insegna Yahushua? 
Giovanni 17:16,17Essi non appartengono al mondo, come io non appartengo al mondo. Fa che appartengano a te attraverso la verità: la tua parola è verità.
Ricordiamoci che quando Yahushua pronunciò queste parole, il "Nuovo Testamento" non esisteva neppure! La parola di Yahuveh, E' VERITA'! Non importa in quale tempo è stata scritta! Non importa quanto tempo è passato. Se Yahuveh dice qualcosa, non cambia. Egli non commette errori, e la Sua parola dura per sempre!
Salmo 119:160 - La tua parola è verità fin dal principio: e ciascuno dei tuoi giusti giudizi dura in eterno. 
Continuando la lettura di 2 Tessalonicesi..
2 Tessalonicesi 2:11,12Perciò dunque YAHUVEH manda a questa gente una forza d'inganno, in modo che essi credano a una menzogna: così tutti quelli che non hanno creduto alla verità, ma hanno trovato gusto nel male, saranno condannati.
L'ingiustizia è peccato e il peccato è la trasgressione della legge di Yahuveh. 

Potrebbe essere che i miracoli che vediamo oggi - e che la Cristianità ritiene prove delle sue dottrine - facciano in realtà parte della "forza d'inganno" mandata da Yahuveh?? Se l'inganno è consentito dallo stesso Yahuveh, essi saranno SICURAMENTE ingannati!
Noi saremo degni della nostra chiamata? Cadremo anche noi vittime della 'forza d'inganno'? Per prima cosa dobbiamo assicurarci di non cadere nella trappola di pensare che la Sua legge sia stata “eliminata” e che non abbiamo più bisogno di osservarla. Poi dobbiamo assicurarci di obbedire alla verità ed alla luce che ci sono state rivelate. Perchè Yahuveh donerà il Suo Spirito a quelli che restano nella luce:
Atti 5:32E noi siamo testimoni di queste cose; e lo è anche lo Spirito Santo, che Elohim ha donato a coloro che gli obbediscono.
Da qualche tempo abbiamo forse deposto l'armatura? Stiamo restando intrappolati nelle vie di questo mondo invece che seguire le vie di Yahuveh? Se le cose stanno così, allora credo che questo sia il segno che dobbiamo PENTIRCI di qualcosa e RAVVEDERCI subito! E abbiamo ancora speranza!
Tito 2:11-14 - YAHUVEH infatti ha manifestato a tutti gli uomini la sua grazia che salva. Questa grazia ci insegna a respingere ogni malvagità e i nostri cattivi desideri, per vivere invece in questo mondo una vita piena di saggezza, di giustizia e di amore verso Lui; mentre aspettiamo che si manifesti la gloria del nostro grande Elohim e Salvatore, il Messia Yahushua; Egli ha dato la sua vita per noi, per liberarci da ogni iniquità, e avere un suo popolo puro e impegnato in buone opere.
Ecco di nuovo quella parola!! Egli è venuto a redimerci da ogni "INIQUITA'", "Anomia" o "Illegalità/violazione della legge" per dirla con il dizionario. 

Oggigiorno, molti si preoccupano di essere "legalisti". Sulla base di ciò che abbiamo letto fin qui, non dovremmo piuttosto preoccuparci di essere “illegalisti” più che “legalisti”?? La legalità non è necessariamente obbedienza alla parola di Yahuveh. Legalità è la dottrina di "aggiungere alla parola di Yahuveh" qualcosa che non era affatto nelle intenzioni del Creatore! 

Questo è ciò che hanno fatto gli Scribi e i Farisei, e che ha fatto anche la Cristianità globale con il suo Natale, Pasqua, domenica al posto del sabato, etc etc etc.! Questa è tutta idolatria, e ci sono così tante cose che abbiamo ereditato piene di paganesimo e adorazione idolatra che la maggioranza non se ne accorge nemmeno. Le radici della nostra fede devono essere piantate nelle Scritture, e non nell'idolatria!! In verità, abbiamo ereditato un sacco di menzogne dai nostri padri!  
 
Proprio come ai tempi di Geremia: 
Geremia 16:19-21 - O YAHUVEH, mia forza, mia fortezza, e mio rifugio nel giorno dell'avversità, a te verranno le Nazioni dalle estremità della terra e diranno: i nostri padri non hanno ereditato che menzogne, vanità, e cose che non giovano a nulla. L'uomo dovrebbe farsi degli dèi? Ma già essi non sono dèi? Perciò, ecco, io farò conoscere loro, questa volta farò loro conoscere la mia mano e la mia potenza; sapranno che il mio nome è YAHUVEH.
Ed in verità quando impariamo le vie di Yahuveh scritte nella Sua parola, la Sua legge che è verità, allora di certo sapremo che il suo nome è Yahuveh e di certo sapremo che cosa rappresenta il Suo nome. Tra le altre cose, la Sua verità e il Suo amore che è nella Sua legge e nel regno che verrà e che sarà da essa governato!
Dovremmo tutti imparare questa via di giustizia che Egli ci ha mostrato, in modo da poter essere degni di comparire davanti al figlio dell'uomo e non sentirci dire "Andate via da me, voi illegali/trasgressori della legge" ma piuttosto..
Matteo 25:23 E il padrone gli disse, Bene, sei un servo bravo e fedele; sei stato fedele in cose da poco, ti affiderò cose più importanti: vieni a partecipare alla gioia del tuo signore.
Yahuveh ha detto, e la Sua parola ha valore per sempre.. 
Deuteronomio 30:19Io prendo oggi a testimoni contro di voi il cielo e la terra, che io ti ho posto davanti la vita e la morte, la benedizione e la maledizione: scegli dunque la vita, affinchè tu viva insieme alla tua discendenza:
HalleluYah, prego che anche voi ereditiate questa gioia della vita eterna che attende i Suoi servitori! Accantonando le tradizioni e le menzogne che ci sono state tramandate per camminare nella legge di Yahuveh. 


Elyah 


BAAL, ASTARTE, MOLOCH 






Gli ebrei hanno come Eloah nazionale YHVH (Yahuveh). Ma, vivendo in mezzo a popolazioni idolatre, seguono spesso e volentieri il culto degli idoli delle nazioni che li circondano, sollevando così l'ira di Yahuveh. 

Baal, "il Signore", è uno dei membri principali del pantheon cananeo. E' il dio responsabile della fecondità dei campi e degli armenti: è adorato dai cananei e dagli ebrei, sedotti dal suo culto, negli «alti luoghi» dove i suoi sacerdoti ricevono dai fedeli le offerte di vino, olio, primizie della terra e sacrifici animali. Il culto si accompagna ad abbondanti pasti rituali che si concludono sempre con danze estatiche e accoppiamenti sessuali (esattamente come nelle festività del natale e capodanno).

E' facile quindi comprendere come gli ebrei siano stati tentati di abbandonare l'austero Eloah del Sinai per darsi a tali divertimenti, ai quali erano invitati dalle belle e seducenti cananee. La perseveranza e la crudezza delle denunce profetiche contro gli ebrei idolatri rivelano tutta la verità su queste deviazioni, frequenti in ogni settore della società, non escluso quello dei re di Yahuda (Giuda) e di IzreEL (Israele) in tutti i secoli del periodo dei due regni. Regine come Jezabel, figlia di Et-Baal, re sacerdote di Tiro, o Atalia, figlia di Jezabel e moglie di Ioram, furono ardenti promotrici dei culti di Baal e Astarte fra gli ebrei (quando si dice che le donne corrompono..). 


Astarte non offriva meno attrattive di Baal, ai propri adoratori. Sotto il nome di "Ashera", questa deità del mare è citata 40 volte nella Bibbia ebraica (Vecchio Testamento), specie nei libri dei Re e nelle Cronache. Questo termine designa indifferentemente la dea o le sue "rappresentazioni": immagine, albero, o stele. Ashera è la moglie e a volte il paredro di "El" (letteralmente=dio), principale divinità dell'Asia anteriore. Essa è rappresentata spesso sotto forma di donna incinta ancorchè vergine. E' la dea della sessualità e della guerra. I suoi templi sono centri ufficiali di dissolutezza: alcune ragazze d'Israele non esitano a mescolarsi con le loro amiche cananee per darsi alla prostituzione sacra.

Astarte era adorata nell'Arabia del Sud e presso gli Amorrei sotto il nome di: «REGINA DEL CIELO» - Ger. 7:18 - (la stessa figura adorata oggi dalla cristianità pagana cattolica).

Citiamo anche quel dio terribile che nel pantheon orientale era Moloc, il quale esigeva dai suoi adoratori il sacrificio dei loro figli - Lev. 18:21; 2 Re 23:10; Deut. 18:10. Nei luoghi in cui veniva adorato sono stati rinvenuti grossi cumuli di cenere contenenti gli scheletri dei bambini vittime di questi orribili sacrifici. Il Libro dei Re attribuisce l'introduzione del culto di Moloc in Israele al re Manasse (687-642) - 2 Re 21:6. In realtà questo culto era praticato da sempre dai cananei ed ha trovato ferventi adepti anche fra gli ebrei corrotti. Il re Giosia mette al bando questo culto dal paese, masuo figlio Ioiachim lo ristabilisce, ed esso rimane in auge per tutta l'epoca dei due regni. 

Geremia ed Ezechiele si indignano fortemente di fronte a queste orribili pratiche - Ger. 7:29-34; 10:1-13; Ez. 16:20; 20:26,30: il bambino viene prima sgozzato o, a volte, legato vivo all'altare dove i genitori lo danno alle fiamme in olocausto al dio Moloc! 

Uno dei luoghi di culto più rinomati di questo dio sanguinario si trovava negli immediati dintorni di Gerusalemme, nella valle della Geenna, là dove più tardi i romani uccisero i loro condannati e i corpi gettati nel fuoco che divampava giorno e notte alimentato dallo zolfo. Di qui la sinistra fama di questa valle, oggi verdeggiante, situata a sud-ovest di Gerusalemme. Il suo nome deriva da quello del suo antico proprietario, "Hinnom", ma ha finito per diventare sinonimo di un inesistente luogo di tortura chiamato "INFERNO".







PREMESSA

Per insegnare all'uomo ad essere misericordioso e comprensivo verso i suo simili Yahushuah presenta una parabola che esalta l'amore e la misericordia del Padre. Yah'u'shua risponde alla domanda "quante volte dobbiamo perdonare il nostro fratello?" con una frase: "Non sette volte, ma settanta volte sette" (Matteo 18,22). Si tratta di una regola paradossale che chiede dì andare oltre il senso comune. Per questo Yahushuah ricorre a una parabola.    La parabola si sviluppa in una sequenza di tre quadri: il servo e il padrone, il servo e un altro servo, di nuovo il padrone e il servo e la narrazione si regge sul contrasto tra l'agire di Eloah verso l'uomo e quello dell'uomo verso gli altri uomini. Fra il mondo di Eloah e il nostro.     Il modo di Eloah     Il debito contratto dal servo è di proporzioni irreali. Il condono del padrone supera infinitamente quello che il servo ha osato invocare. Questi ha supplicato un rinvio del pagamento, e si è visto condonare l'intero debito. La risposta di Eloah è sempre oltre la misura della domanda, oltre le aspettative e le speranze, oltre il "giusto".  Nulla viene detto sulle qualità del servo, se buono e fedele, se abile nel lavoro, se ha reso grandi servizi al suo padrone. Si dice soltanto che ha "supplicato": si è appellato alla magnanimità del padrone, lo ha pregato come si prega una divinità, lo ha chiamato in aiuto (parakalein). Questa insistenza nel descrivere la supplica del servo vuole sottolineare la potenza della preghiera sincera, e la gratuità del condono. A spingere il padrone a rimettere il debito sono state la sua grandezza d'animo e la sua compassione. Il perdono è misurato sulla grandezza d'animo del padrone, non sui meriti del servo. Il modo dell'uomo  La seconda scena della parabola ci riporta nel mondo degli uomini. La relazione non è più fra il servo e il padrone, tra l'uomo ed Eloah, ma fra uomo e uomo.
  Tutto si capovolge, se osserviamo il comportamento di questo servo alla luce dell'antefatto: a lui, per primo, è stato condonato un debito immenso. Come è possibile, dopo un tale condono, non essere capaci, a propria volta, di una piccola remissione inconcepibile!  Chiunque si aspetterebbe che il servo, sopraffatto dalla gioia e dalla gratitudine, ritenesse normale perdonare a sua volta un piccolo debito. Ma il servo non ha compreso la fortuna che gli è capitata. Il perdono non lo ha rigenerato, né l'incontro con la gratuità gli ha allargato lo spirito. Non ha capito che accettare di essere perdonati significa entrare in un circolo nuovo di rapporti, nel quale i criteri dello stretto dovuto diventano subito inadeguati. Se dimentichiamo che noi siamo stati per primi perdonati, gratuitamente amati, non comprendiamo più nulla del perdono: né del perdono di Eloah né del nostro perdono verso i fratelli.   Il momento della verità  Nel terzo quadro della parabola l'atteggiamento del padrone si capovolge: alla misericordia subentra la severità. Il motivo è che il servo non si è comportato come lui:   
"Non dovevi anche tu aver compassione del tuo compagno come io ho avuto compassione di te?"
                                                                                           (Matteo 18:33)  
La generosità del padrone non ha introdotto alcuna novità nel comportamento del servo. Si direbbe una generosità sprecata. E la storia finisce così come era iniziata:
"Il padrone, adirato, lo consegnò agli aguzzini, finché non avesse pagato tutto il debito".
                                                                                           (Matteo18:34)  
L'affermazione che conclude la parabola appare come un salto all'indietro, un ritorno al senso comune:  
"Così anche il Padre mio celeste farà a voi, se non perdonerete di cuore ciascuno al proprio fratello"
                                                                                           (Matteo18,35)  
Il perdono fraterno è diventato la condizione essenziale per ottenere il perdono di Eloah, se questi si pente davvero. Non è più la infinita misericordia di Eloah a guidare il discorso, ma il perdono dell'uomo. Su questo la parabola è chiara: il perdono fraterno è la conseguenza del perdono di Eloah, che ne costituisce la motivazione e la misura ("come io ho avuto compassione di te").  Due lezioni importanti e praticabili per l'uomo che desidera amare Eloah:   
  1. Consapevolezza dell'amore di Eloah e quindi risposta seria e precisa. Adonay non desidera l'approssimazione e la superficialità. Eloah vuole impegno, serietà, consapevolezza.
  2. Il messaggio del MashiYah Yahushuah va vissuto con coerenza. Proprio la consapevolezza dell'amore che Eloah ha riversato su di noi dovrebbe spingerci alla pratica coerente dei suoi insegnamenti, al rispetto verso ogni uomo, alla compassione e alla solidarietà; supportati dal Giusto Giudizio ispirato dallo Spirito Santo

Discepolo













PENTATEUCO 

CHI NE E' AUTORE?


I libri delle scritture ebraiche non compaiono nelle nostre Bibbie nell'ordine in cui furono scritti. Ad esempio Gioele, Amos e Giona vissero circa due secoli PRIMA di Geremia, Ezechiele e Daniele. 

E il TITOLO del libro NON SEMPRE ne indica chi fu lo scrittore. 

Il libro di Giobbe, per esempio, fu scritto a [quanto pare] da Mosè; il libro di Rut da Samuele. Infatti in origine le Scritture Ebraiche non avevano né vocali né punteggiatura ed erano scritti su singoli fogli di papiro o pergamena. 

Mosè scrisse e compilò i primi cinque libri della Bibbia (meno la descrizione di ciò che accadde dopo la sua morte nella parte finale di Deuteronomio), e lo seguirono circa altri 38 scrittori e compilatori, fra cui Giosuè, Samuele, Davide, Salomone, Isaia, Geremia, Ezechiele, Daniele, Esdra e Neemia. Alcuni di questi furono testimoni oculari delle cose descritte e degli avvenimenti, altri mediante accurate ricerche raccolsero diligentemente certi dati e fatti da documenti precedenti, ad esempio nel compilare le genealogie. Ma le PROFEZIE scritte esulavano dalla sfera dello scibile umano e si potevano apprendere solo mediante DIRETTA ISPIRAZIONE da Dio. 

Sia questo che la perfetta unità del discorso di insieme della Bibbia, nonostante l'opera fosse composta e realizzata in un così lungo periodo di tempo da tanti scrittori di estrazione diversa, ATTESTANO e DIMOSTRANO che gli scrittori Biblici realmente parlarono da parte di Dio sospinti dallo Spirito Santo (2 Pietro 1:21). 

PENTATEUCO 

Parola greca italianizzata che significa “cinque rotoli” oppure “composto di cinque libri”, che designa i primi cinque libri della Bibbia: Genesi, Esodo, Levitico, Numeri e Deuteronomio. 

Lo scrittore 

Non esiste un solo versetto in cui si legga che Mosè scrisse l'INTERO PENTATEUCO, ma in tutto questo materiale ci sono diverse dichiarazioni esplicite che portano a questa conclusione, (Esodo 17:14; 24:4; 34:27; Numeri 33:2; Deuteronomio 31:9,19,22,24-26;). Inoltre molte parti sono direttamente attribuite a Mosè, a partire dal suo primo discorso documentato (Esodo 2:13,14), fino all'ultima benedizione del popolo (Deuteronomio 33:1-29). I versetti iniziali di 20 dei 27 capitoli di Levitico indicano che quanto segue sono le parole che Dio rivolse a Mosè affinchè egli a sua volta informasse il popolo. Lo stesso avviene più di 50 volte nel libro di Numeri. 

Quindi fatta eccezione per gli ultimi versetti di Deuteronomio, il Pentateuco stesso contiene le prove che è stato scritto da Mosè.
Molti altri brani della Bibbia ATTESTANO che il Pentateuco fu opera di Mosè (Giosuè 1:7; Giudici 3:4; 2 Re 18:6; Malachia 4:4). Davide (1 Re 2:1-3), Daniele (9:11), Esdra (6:18), Neemia (8:1), lo stesso Gesù (Marco 12:26; Luca 16:29; 24:27; Giovanni 1:17; 7:19), fanno riferimento ad esso ATTRIBUENDOLO A MOSE'.
In modo ESPLICITO Yahushua riconobbe che Mosè ne fu lo scrittore (Marco 10:3-5; Giovanni 5:46,47) e lo stesso fecero i Sadducei (Marco 12:18,19). 

GIOSUE' 

Figlio di Nun l'efraimita “ministro” di Mosè, fu poi nominato suo “successore” (Esodo 33:11; Deuteronomio 34:9, Giosuè 1:1,2). 

Le scritture lo descrivono come un condottiero coraggioso e intrepido, che confidava sempre in Dio, e che seguiva scrupolosamente la Sua volontà, deciso a servirlo fedelmente. In origine il suo nome era “Oshea”, ma Mosè lo chiamò “Giosuè” [dall'ebr. Yehohshùa che significa “Yhawhè è salvezza”] .. (Numeri 13:8,16). 

Giosuè fu incaricato da Mosè a prendere il comando del combattimento contro i pagani Amalechiti quando questi senza essere stati provocati sferrarono un attacco contro gli ebrei. Sotto il suo strategico comando e con l'aiuto di Dio sconfisse il nemico. Successivamente Dio decretò la completa distruzione dei pagani Amalechiti, ordinando a Mosè di mettere per iscritto il decreto e di trasmetterlo a Giosuè. 

Al monte Sinai, Giosuè, quale “assistente” di Mosè, fu probabilmente uno dei 70 anziani che ebbero il privilegio di vedere l'imponente gloria di Dio. 
 
Fu nominato successore di Mosè, su ordine di Dio, verso la fine della peregrinazione del popolo israelita nel deserto (Numeri 27:18-23) e fu confermato tale e benedetto quando la morte di Mosè era vicina ed egli dovette presentarsi insieme a Giosuè nella tenda di adunanza. Dio allora CONFERMO' la precedente nomina di Giosuè avvenuta mediante l'imposizione delle mani di Mosè (Deuteronomio 31:14,15,23). Successivamente Giosuè contribuì in qualche modo a mettere per iscritto e insegnare agli israeliti il cantico dato a Mosè sotto ispirazione (Deuteronomio 31:19; 32:44). 

Quindi in conclusione possiamo dire che la sequenza descritta nell'ultimo capitolo del Deuteronomio sia stata trascritta dallo stesso Giosuè come conseguenza della sua nomina a successore di Mosè e della sua completa fedeltà a Dio. Anche se non è scritto in nessuna parte la logica degli scrittori della parola ispirata da Dio ci fa dedurre che Giosuè fu impiegato da Dio per adempiere i suoi propositi e di conseguenza anche la loro trascrizione giunta fino a noi oggi. 
 
Anche per il libro di Giosuè come per Mosè nel libro del Deuteronomio, viene messa in discussione la veradicità dello stesso. Alcuni studiosi, pur convenendo che il libro deve essere stato scritto più o meno all'epoca di Giosuè, rifiutano di accettare la tradizionale idea ebraica che sia stato scritto da Giosuè stesso. La loro principale obiezione è che alcuni degli avvenimenti descritti nel libro, compaiono anche nel libro dei Giudici, che inizia (similitudine con il capitolo finale del Deuteronomio) con le parole: “E dopo la morte di Giosuè” °(Giudici 1:1). Tuttavia questa dichiarazione iniziale non si riferisce necessariamente a tutti gli avvenimenti descritti nel libro dei Giudici. Questo libro (come altri libri della Bibbia) non è disposto secondo un rigido ordine cronologico dei fatti descritti; infatti menziona un avvenimento che ebbe senz'altro luogo prima della morte di Giosuè (Giudici 2:6-9). Perciò anche altri episodi sono descritti sia in Giosuè che in Giudici, come la conquista di Ebron da parte di Caleb (Giosuè 15:13,14; Giudici 1:9,10), di Debir da parte di Otniel (Giosuè 15:15-19; Giudici 1:11-15) e di Lesem o Lais (Dan) da parte dei Daniti (Giosuè 19:47,48; Giudici 18:27,29), e possono essere verosimilmente accaduti prima della morte di Giosuè. Anche l'azione dei Daniti, che alzarono una immagine idolatrica a Lais (Giudici 18:30,31), si può ragionevolmente collocare all'epoca di Giosuè. Infatti nella sua esortazione finale, Giosuè disse agli israeliti: “Dunque temete il Signore e servitelo con integrità e fedeltà; perciò TOGLIETE VIA gli dèi ai quali i vostri padri si inchinarono al di là del fiume e in Egitto, e servite solo il Signore” (Giosuè 24:14). Se non esisteva l'idolatria, queste parole avrebbero avuto ben poco senso. 

Perciò fatta eccezione per la parte finale (similmente al Deuteronomio) che parla della sua morte, è LOGICO attribuire il libro a Giosuè stesso. Come Mosè mise per iscritto gli avvenimenti e gli oracoli che lo Spirito di Dio lo guidava a scrivere.. così è stato appropriato che Giosuè abbia fatto altrettanto. Il libro stesso riferisce: “Poi Giosuè scrisse queste cose nel libro della legge di Dio..” (Giosuè 24:26a). 

E dalla “descrizione” della sua morte, un'altro fedele servitore di Dio continuò l'opera che Dio voleva fosse tramandata nei secoli a tutte le generazioni del mondo. 

I libri della Bibbia al contrario di quelli dell'uomo – NON SONO FIRMATI DALL'AUTORE – perchè..??

PERCHE' E' DIO [YHWH] L'UNICO E VERO AUTORE DI TUTTI QUESTI LIBRI CHE FORMANO LA BIBBIA COME OGGI LA CONOSCIAMO..!!

I racconti, gli eventi, le profezie, e tutto quanto descritto nella Bibbia concorrono all'unico scopo di far comprendere che in tutti i tempi esistiti ed esistenti, che chi non compie Volontà di Dio produce effetti deleteri per sé e per il prossimo sulla terra.. così all'inverso chi compie la volontà di Dio produce pacifici frutti di fratellanza e amore. 

Non sono affatto importanti gli scrittori nella Bibbia.. ed è per questo motivo che gli studiosi brancolano nel buio delle collocazioni scritto=autore. Nei secoli gli scritti originali sono andati perduti e copie sono state fatte a loro sostituzione, mentre il messaggio veniva perpetuato gli autori scomparivano e con essi la probabile “Idolatria” che ne potrebbe essere conseguita. 

Una sola cosa è IMPORTANTE … il messaggio … compiuto e rivelato da Dio all'uomo per la salvezza, mentre l'AUTORE è il solo e UNICO Padre e Dio Onnipotente.

Tutta la scrittura è ispirata da Dio, e utile per insegnare, per riprendere, per correggere, per educare alla giustizia, affinchè l'uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona” (2 Timoteo 3:16,17)

Sappiate prima di tutto questo: che NESSUNA profezia della scrittura proviene da una interpretazione personale; infatti NESSUNA profezia venne mai dalla volontà dell'uomo, ma degli UOMINI hanno parlato da parte di Dio, perchè sospinti dallo Spirito Santo” (2 Pietro 1:20,21) 


Dio Padre Onnipotente vi dia la capacità di rispondere a chi lo biasima, con mitezza e bontà ma con fermezza nella Sua Verità e tramite il Suo Spirito Santo chiesto per mezzo del nostro unico Maestro e Signore Yahushua il Mashiyah.







L’Unitarismo esegetico radicalista di provenienza gnostica, nega la preesistenza di Yahushua il Messyah, sostenendo che la sua esistenza cominciò dalla nascita terrena. (vedi Biblistica.org)

Il Binitarismo concede la natura divina a due persone.

Il Diteismo afferma l’esistenza di due dèi dall’eternità. 

Alcuni passano dal Binitarismo al Diteismo non comprendendo appieno queste dottrine o le loro origini. 

Ma quale è la posizione originaria della Bibbia?


La Bibbia afferma chiaramente l’esistenza di un Unico Eloah che nessun uomo ha mai veduto, né potrà mai vedere, perchè egli risiede in una luce inaccessibile (1 Tim. 6:16). Quindi il Messyah, seppur preesistente alla sua nascita terrena, non ha mai avuto un’esistenza identica all'Eloah. La Scrittura specifica, a questo proposito, che Yahushua era esistito, prima che la terra fosse fondata, come essere spirituale nella dimensione chiamata "Cieli".

Il vangelo di Giovanni ci indica il suo rapporto con il Supremo Eterno nel seguente modo: "In principio era la Parola, la Parola era presso Eloah e la Parola era Elohim. Egli era in principio presso Eloah". (Giov. 1:)

Il testo ci mostra come inizialmente nasce la relazione intima di Yahushua il Messyah verso il Padre, mentre successivamente mette in luce l’opera del Figlio: "tutto è stato fatto per mezzo di lui, e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste". (Giov. 1:2)

Quindi gli Unitari radicalisti e tutti coloro che negano la preesistenza come persona vivente del Messyah nei Cieli, affermano che non si tratta del Messyah ma di una forma  di pensiero del potere immaginativo-creativo dell'Eloah come Sua espressione divina. 

Giovanni stesso, però, contrasta questo punto di vista dicendo:

"Venne un uomo mandato da Eloah e il suo nome era Yah'ohanan (Yah ci ha fatto un dono - ndr). Egli venne come testimone per rendere testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui. Egli non era la luce, ma doveva rendere testimonianza alla luce. Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Egli era nel mondo, e il mondo fu fatto per mezzo di lui, eppure il mondo non lo riconobbe. Venne fra la sua gente, ma i suoi non l'hanno accolto. A quanti però l'hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Eloah: a quelli che credono [dentro il] suo nome, i quali non da sangue, né da volere di carne, né da volere di uomo, ma da Eloah sono stati generati. E la Parola si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi vedemmo la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre, pieno di grazia e di verità". (Giov.1:6-1)

Nel greco antico non esiste l’articolo indeterminativo (un) quindi deve essere dedotto, se necessario ed inserito. Molti traduttori e studiosi pensano che questo deve essere applicato in Giovanni 1:1 e quindi tradotto nel seguente modo: la parola era un Elohim”. In ogni caso, il verso 1:1 in Giovanni, così come e tradotto normalmente, non è corretto e anche se mantenessimo l’ordine delle parole, [la vera traduzione dovrebbe mantenere il termine “verso Dio” e NON “con Dio”, come pensano normalmente i Trinitari]. Ciò nonostante gli Unitari Radicalisti indicano questo testo come esempio del potere immaginario di Eloah che diventa carne, escludendo che sia lo stesso Messyah che diventa carne. Questo errore di interpretazione è la causa fondamentale della loro FALSA dottrina. L'affermazione secondo cui il Messyah è il creatore, da Giovanni 1:3, deriva da un parallelismo ed è incorretta. Dal testo, vediamo più avanti che egli creò l'era o gli eoni appunto derivato da un concetto proveniente dallo gnosticismo.

Ma questa non è l’unica alterazione del testo greco che troviamo, poiché altre traduzioni risultano di parte. Quando Giovanni gli rende testimonianza griderà: "Ecco l'uomo di cui io dissi: Colui che viene dopo di me mi è passato avanti, perché era prima di me". Giovanni qui afferma chiaramente che il Messyah era esistito prima di lui. Sappiamo che Giovanni era di sei mesi più vecchio, per cui era impossibile che Yahushua fosse esistito fisicamente prima. Perciò Giovanni parla chiaramente di una preesistenza celeste che i testi antichi indicano come dio (elohim o theoi).

Poi Giovanni continua asserendo che: "Eloah nessuno l'ha mai visto: proprio il Figlio unigenito, che è nel seno del Padre, lui lo ha rivelato". (Giov.1:18)

E qui riscontriamo una seconda forzatura del testo greco [monogenes theos] che significa [Elohim Unigenito] e non figlio unigenito, come erroneamente tradotto. Ci sono molte prove sulla correttezza di quanto quì viene asserito che, però, sono state ignorate dalla Cristianità tradizionale e dai Binitari.    

Lo scrittore della lettera agli Ebrei fa notare che la creazione avvenne tramite di lui: "Eloah, che aveva già parlato nei tempi antichi molte volte e in diversi modi ai padri per mezzo dei profeti, ultimamente, in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio, che ha costituito erede di tutte le cose e per mezzo del quale ha creato i mondi"
(Ebrei 1:1-2) 

E pur essendo l’essere che agì in armonia con la Suprema Volontà dell'Eloah nella creazione di questa era, umiliò sé stesso divenendo inferiore agli angeli per la nostra salvezza, anche se non fu sempre così, poiché la Scrittura mostra che egli fu come i suoi fratelli (angeli) per essere il sommo sacerdote fedele e misericordioso (Ebrei 2:17).

Lo stesso Yahushua dichiarò la sua preesistenza in più occasioni. Del resto numerosi testi dell’Antico Testamento indicano un dio chiamato Elohim che parla ai patriarchi ed ai profeti. Poiché in nessun caso viene riportato il NOME dell’Unico Vero Eloah, chi poteva essere questo Elohim? Dallo studio della Scrittura, non poteva che essere altro che l’Unto di Eloah (Ha'MashiYah), che viene anche chiamato Angelo di Yahuvah

Nonostante questa evidenza avvalorata ancor più dai Vangeli che affermano: "..il Padre gli aveva dato tutto nelle mani poichè era venuto da Eloah e ad Eloah ritornava…”, è recepita dagli Unitari Radicalisti semplicemente come se fosse stato generato come qualsiasi altro essere umano nel grembo di Miryahm.

Altri, al contrario, affermano la sua preesistenza, ma ammettono una forma di separazione tra lui e l’unico vero Eloah. Questa dottrina entrò originalmente nella Chiesa con il nome di Modalismo, che derivava direttamente dall’adorazione del dio pagano 'Attis' che considerava il Padre ed il Figlio come due funzioni dell’unico Dio. In seguito assunse una nuova forma, chiamata Binitarismo dopo il Consiglio di Nicea nel 325 d.C., per poi passare al Trinitarismo nel 381 d.C. a Costantinopoli.  

E’ emblematico che nel terzo e quarto secolo i sacerdoti di Attis a Roma si lamentassero che la Cristianità aveva rubato le loro dottrine.

La Scrittura afferma chiaramente che il Messyah NON E' ELOAH Onnipotente, ma è stato inviato nel mondo per fare la Sua volontà. Lo stesso Yahushua lo gridò chiaramente a gran voce: "Chi crede in me, NON crede in ME, ma IN COLUI CHE MI HA [MANDATO]*"
(Giov. 12:44)

E ancora è scritto: "Eloah non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui". (Giov. 3:17)

I due testi biblici mostrano che egli fu mandato sulla terra dal Padre, dimostrando così, oltre ogni ragionevole dubbio, la sua preesistenza in cielo.

Ci sono altri testi importanti che dichiarano la preesistenza del Messyah ed il suo rapporto con il Padre. Un significativo esempio ci viene dato nella lettera ai Filippesi di Paolo: "abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono in Yahushua il Messyah, il quale, pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Eloah; ma spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini; apparso in forma umana, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte del legno. Per questo Eloah l'ha esaltato e [GLI HA DATO IL NOME] che è al di SOPRA di ogni ALTRO NOME; perché nel Nome di YAHuSHUA ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra".  (Fil. 2:5-7)

Il testo ha un significato chiaro in ebraico che spesso perde nella traduzione degli studiosi occidentali. In esso si afferma che il Messyah era nella forma (morphe) di Eloah, ma non pensò di rapinarne l’eguaglianza della sua [forma] con il Padre (non che lui fosse l'Onnipotente), come tentò invece di fare Satana. (Isaia 14:12-14 - Ez. 28:6-15), anzi umiliò (svuotò) se stesso, divenendo umano e soffrendo fino alla morte sul legno.

Quindi non solo, secondo le Scritture, il Messyah preesisteva in [Forma di Elohim] ma godeva della gloria e dell’onore simile a quella dei figli di Eloah. Lo stesso Yahushua rivendicò il suo ALTO lignaggio, dicendo: "..e ora, Padre, glorificami davanti a te, con quella gloria che avevo presso di te prima che il mondo fosse". (Giov.17:5)

Nel libro di Giobbe si afferma che la gloria appartiene a Eloah come creatore del mondo: "..dov'eri tu quando io ponevo le fondamenta della terra? Dillo, se hai tanta intelligenza! Chi ha fissato le sue dimensioni, se lo sai, o chi ha teso su di essa la misura? Dove sono fissate le sue basi o chi ha posto la sua pietra angolare, mentre gioivano in coro le stelle del mattino e plaudivano tutti i figli di Eloah?" (Giobbe 38:4-7)
  
Dalla Sacra Scrittura sappiamo che Satana è il dio (elohim) di questo mondo e che il Messyah dovrà succedergli al suo Glorioso avvento.

Nel libro di Isaia, secondo la versione dei settanta, si afferma che egli era l’Angelo del Grande Consiglio (Isaia 9:6), e Paolo affermerà che quell’angelo non era altri che il Messyah: "..non voglio infatti che ignoriate, o fratelli, che i nostri padri furono tutti sotto la nuvola, tutti attraversarono il mare, tutti furono battezzati in rapporto a Mosè nella nuvola e nel mare, tutti mangiarono lo stesso cibo spirituale, tutti bevvero la stessa bevanda spirituale: bevevano infatti da una roccia spirituale che li accompagnava, e quella roccia era il Messyah (1Corinzi 10:1-4).

Sostenere ancora che il Messyah era solamente un’idea nella mente di Dio che nessuno ha mai visto, o che venne all’esistenza soltanto alla sua nascita terrena come un comune mortale, significa annullare la pura Verità delle Scritture, e assumersi una GRAVE RESPONSABILITA' DAVANTI AL TRIBUNALE UNIVERSALE DI ELOAH YAHuVEH.

In Genesi leggiamo che l’Elohim o Dio di Giacobbe era anche l’Angelo della Redenzione che   benedisse Giuseppe che riconobbe come: "..I'Elohim, davanti al quale hanno camminato i miei padri Abramo e Isacco, l'Elohim che è stato il mio pastore da quando esisto fino ad oggi, l'Angelo che mi ha liberato da ogni male, benedica questi giovinetti! Sia ricordato in essi il mio nome e il nome dei miei padri Abramo e Isacco e si moltiplichino in gran numero in mezzo alla terra" (Genesi 48:15-16).
La Redenzione è una prerogativa del Messyah, poiché egli è l'unico prescelto da Eloah, il Messia che preesisteva come Angelo della Redenzione ed Elohim di Giacobbe o Israele (Sal.45:6-7;Eb.1:8-9). 

Abbiamo dunque stabilito, al di là di ogni dubbio, che tutto il Nuovo Testamento presenta il Messyah come un essere preesistente alla creazione del mondo. Le parole stesse di Yahushua lo confermano: "Prima che Abramo fosse, Io sono" (Gv.8:5).

Questa è una dichiarazione chiara, ma purtroppo viene anche considerata come una ammissione della sua divinità. Secondo alcuni, egli era Dio, per altri era un angelo, ma la Bibbia dice che era tutte e due le cose. Il problema, come vedremo, risiede nella traduzione, non nella ispirazione divina. Noi riportiamo il termine “Dio” sempre nello stesso modo, mentre le lingue antiche usavano più sostantivi, a secondo dei casi. Un  ulteriore problema fu creato, poi, dai Trinitari che attinsero alla teologia pagana. Yahushua, quindi, era un angelo (un messaggero), un Figlio di Eloah, una stella mattutina, ma allo stesso tempo era un Dio (Elohim). In più, sappiamo che alcuni testi sono semplicemente delle contraffatte forzature provenienti dalle scuole dei Trinitari, come ad esempio in 1 Giov.5:7.

Dalla rivelazione degli Scritti Sacri sappiamo che l'Eloah Altissimo è l’unico vero ELOAH. Egli era YAHuVEH degli Eserciti, ma anche solo Eloah (singolare superlativo di elohim), e solo a Lui spetta l’adorazione e la preghiera (Giobbe 33:26). YAHuVEH, questo fu il NOME con cui si fece riconoscere quando fu scritto il Pentateuco; lo stesso Nome viene ripetuto più volte anche nel libro di Giobbe che sembra appartenere ai libri più antichi della Sacre Scritture.

I profeti parlano solo in nome del Grande Eloah di Israele (Esdra 5:1-8). Zorobabele si alzò e costruì la Casa dell’Eloah e tutti i profeti lo aiutarono (Esdra 5:2); poiché Egli è il solo e unico Eloah del cielo e della terra e tutti sono suoi servi (Esdra 5:11). Gli olocausti venivano offerti solo all’Eloah dei cieli dai Suoi sacerdoti (Esdra 6:9-10). La Legge rispecchia il carattere di Eloah (Esdra 7:14) ed ogni offerta o implorazione doveva essere fatta a Lui, l'Eloah Altissimo (Esdra 7:14-16).

E’ la Sua volontà che predomina su ogni altra (Esdra 7:18-21); è l’Eloah del cielo che ordina (Esdra 7:23). I Magistrati sono istituiti in suo nome e giudicano secondo le Sue leggi e coloro che non obbediscono devono essere prontamente giudicati (Esdra 7:25-26), poiché sono degli elohim che operano per volontà del grande Eloah.

Questi testi ci mostrano il rapporto tra L'ELOAH ed i suoi elohim. Egli è Padre ed essi sono tutti suoi figli, compreso Satana (Gb.1:6;2:1). Per questo l’arcangelo Michele non si rivolse con parole ingiuriose verso Satana quando disputava il corpo di Mosè, ma disse soltanto: “ti sgridi Adonay” (Giuda 9).

Il fatto che tutti i figli di Eloah derivino da Lui, fa si che gli attributi del Padre siano riconosciuti anche ai figli. Questo è il motivo principale per cui il Messyah, che è un Angelo del Grande Consiglio, possa essere chiamato padre eterno in Isaia 9:6.

L’Apostolo Paolo ci informa che ci sono molte famiglie in cielo e sulla terra (Ef.3:15), per cui, sostenere che gli elohim non siano la famiglia di Eloah, è contrario alla Verità scritturale. In effetti, persino la struttura della legge data al monte Sinai si fonda su tale Famiglia. 

"Non abbiamo forse tutti noi un solo Padre? Forse non ci ha creati UN [UNICO] Eloah?"  (Malachia 2:10). Si domanda il profeta, rivendicando questa appartenenza esclusiva. Il destino degli Eletti nei cieli, quindi, è quello di divenire tutti degli elohim come l’Angelo di Yahuveh che ci guida (Zc. 12:8). La chiesa originaria e originale, infatti conosceva  questa verità e credeva che il Messyah era un Theoi: cioè Elohim. Paolo disse che c’erano molti dei (theoi) e molti Signori (Baal), sia in cielo che in terra (1 Cor. 8:5), alludendo agli angeli decaduti confinati sulla terra. Perciò la speranza, secondo la quale gli Eletti che vengono assunti nei cieli diverranno tutti 'theoi' come il Messyah, fu sostenuta da Giovanni, Policarpo, Policrate, fino ad Ireneo. 

La Bibbia indica chiaramente che l’elohim subordinato in Salmi 45:6-7 era Yahushua il Messyah (Eb. 1:8-9). Osea sostiene che questo elohim, altri non era che l’angelo che disputò con Giacobbe (Os.12:3-4). Sappiamo anche che questo angelo è l’elohim a capo della famiglia di Davide (Zc.12:8) e fu mandato ad Israele da Yahuveh degli Eserciti, l'Eloah Altissimo (Zc. 2:3-11).

Dunque abbiamo due Elohim, uno dei quali è subordinato all’altro poiché è stato creato come primogenito della creazione, pur tuttavia entrambi sono Elohim, ma UNO SOLO E' L'ELOAH ALTISSIMO YAHuVEH.

Il Principe di tutti gli elohim è un essere chiamato Angelo di Adonay o Angelo della Presenza, lo stesso che parlò con Abramo in Genesi 22:1-11, disputò con Giacobbe e dette la Legge a Mosè sul Sinai. Abbiamo appreso anche che Yahuveh si presentò attraverso il Suo rappresentante celeste prescelto, il Messyah, come nel caso degli angeli che si presentarono ad Abramo prima della distruzione di Sodoma (Gen.18:2). Quegli esseri erano degli elohim, anche se il testo afferma che Abramo…“vide tre uomini [mortali] che stavano in piedi presso di lui”. Abramo corse verso di loro e si riferì a loro come a Yahuveh e non come Adonay (Gen. 18:2-3; cfr. la Companion Bible nota al verso 3 in riferimento ad Ebrei). Che significa egli è colui che fà divenire. La cosa certa è che tutti erano angeli (uno era il Messyah), ma che nessuno di questi poteva essere il Padre che vive in una dimensione inaccessibile all’uomo.

La Bibbia afferma che c’è un solo vero Dio che è l’Altissimo, chiamato Yahuveh degli Eserciti o Yahuvih. Ci sono vari elohim e Baal (dei e Signori) nei cieli e sulla terra, ma nessuno potrà mai diventare l’unico Eloah, poiché c’è un solo vero Yahuveh che unse il Suo Ha'MashiYah (Messia) per poi mandarlo nel mondo (Giov.17:3). Egli risiede in una luce inaccessibile e nessun uomo lo ha mai visto ne udito, né potrà mai udirlo e vederlo (Gv.1:18; 5:37 -  1Tim. 6:16).

E’ indiscutibile che il Messyah identificato come l’Angelo di Adonay o l’Angelo della Presenza sia lo stesso Angelo della redenzione di Giacobbe (Gen.48:15-16), colui che soccorre Giobbe nella sua afflizione (Giobbe 33:23-26).

Il termine elohim, è sempre plurale e si riferisce a molteplici esseri che non sono, evidentemente, l’unico vero Eloah, ma solo angeli. Uno di questi esseri è mandato da Yahuveh degli eserciti; è lo stesso Elohim, di cui parla il profeta Zaccaria, che reggerà le nazioni con una verga di ferro.

Il Messyah, perciò, non solo era preesistente, ma era l’Elohim o l'Elohi di Israele, mandato da Yahuveh degli Eserciti o Yahovih, l’Elyon (Eloah Altissimo), l’unico vero Dio (Eloah). Egli è l’unico oggetto di adorazione nel Tempio come l’Ha Elohim: ossia l’Elohim per antonomasia, il Creatore di tutte le cose.

Il Messyah fu sempre fedele a colui che lo consacrò come Elohim con l’olio della letizia insieme ai suoi compagni. (Sal. 45:6-7; Eb. 1:8-9). Egli non fu mai l’Eloah, né l’Ha Elohim (l'Altissimo tra gli elohim).

Questo credo è basato sulla ideologia espressa da Salmi 45:6-7 ed Ebrei 1:8-9. Fu sostenuta dagli antichi apologi come Ireneo a Lione nel secondo secolo. Questa verità era sostenuta dai discepoli  e degli apostoli, centinaia di anni prima del Consiglio di Nicea nel 325 d.C., dove ebbe origine l’eresia del Binitarismo.

In seguito nel 381 a Costantinopoli fu accettata la dottrina Trinitaria dalla teologia di Basilio di Cappadocia, Gregorio di Nissa e Gregorio di Nazianzo. Finalmente il tentativo di distruggere la fede primitiva ad opera dei Greci e dei Romani aveva dato i suoi  effetti.
I Trinitari definirono in modo disonesto e scorretto il credo dell’Unico Eloah come Arianesimo, per dare l’impressione che la loro dottrina fosse più antica, e che questa fosse nata da Ario soltanto nel quarto secolo. I Trinitari, per contro, definirono falsa la dottrina Unitaria, sostenendo che lo spirito era una creazione del figlio quando in effetti questa è la dottrina del Filioque presentata dal Concilio di Toledo dai Cattolici stessi nel sesto secolo, dottrina che perfino i Greci rifiutarono. Tutti coloro che sostengono questo falso insegnamento, sono deliberatamente disonesti oppure non sanno assolutamente ciò che vanno propagandando.

Il popolo dal vero Eloah ha sostenuto questo antico credo per duemila anni e molti sono morti proclamando questa verità. A seguito di questa Verità sono stati attaccati in ogni tempo, ma mai così tanto come nel ventesimo secolo. Tempo dopo tempo, la Verità è stata abbandonata, compromessa senza apparenti persecuzioni, il Grande Seduttore ha colpito le ecclesie dall’interno, facendole cadere nella grande apostasia preannunciata dalle Sacre Scritture.