BAAL, ASTARTE, MOLOCH 






Gli ebrei hanno come Eloah nazionale YHVH (Yahuveh). Ma, vivendo in mezzo a popolazioni idolatre, seguono spesso e volentieri il culto degli idoli delle nazioni che li circondano, sollevando così l'ira di Yahuveh. 

Baal, "il Signore", è uno dei membri principali del pantheon cananeo. E' il dio responsabile della fecondità dei campi e degli armenti: è adorato dai cananei e dagli ebrei, sedotti dal suo culto, negli «alti luoghi» dove i suoi sacerdoti ricevono dai fedeli le offerte di vino, olio, primizie della terra e sacrifici animali. Il culto si accompagna ad abbondanti pasti rituali che si concludono sempre con danze estatiche e accoppiamenti sessuali (esattamente come nelle festività del natale e capodanno).

E' facile quindi comprendere come gli ebrei siano stati tentati di abbandonare l'austero Eloah del Sinai per darsi a tali divertimenti, ai quali erano invitati dalle belle e seducenti cananee. La perseveranza e la crudezza delle denunce profetiche contro gli ebrei idolatri rivelano tutta la verità su queste deviazioni, frequenti in ogni settore della società, non escluso quello dei re di Yahuda (Giuda) e di IzreEL (Israele) in tutti i secoli del periodo dei due regni. Regine come Jezabel, figlia di Et-Baal, re sacerdote di Tiro, o Atalia, figlia di Jezabel e moglie di Ioram, furono ardenti promotrici dei culti di Baal e Astarte fra gli ebrei (quando si dice che le donne corrompono..). 


Astarte non offriva meno attrattive di Baal, ai propri adoratori. Sotto il nome di "Ashera", questa deità del mare è citata 40 volte nella Bibbia ebraica (Vecchio Testamento), specie nei libri dei Re e nelle Cronache. Questo termine designa indifferentemente la dea o le sue "rappresentazioni": immagine, albero, o stele. Ashera è la moglie e a volte il paredro di "El" (letteralmente=dio), principale divinità dell'Asia anteriore. Essa è rappresentata spesso sotto forma di donna incinta ancorchè vergine. E' la dea della sessualità e della guerra. I suoi templi sono centri ufficiali di dissolutezza: alcune ragazze d'Israele non esitano a mescolarsi con le loro amiche cananee per darsi alla prostituzione sacra.

Astarte era adorata nell'Arabia del Sud e presso gli Amorrei sotto il nome di: «REGINA DEL CIELO» - Ger. 7:18 - (la stessa figura adorata oggi dalla cristianità pagana cattolica).

Citiamo anche quel dio terribile che nel pantheon orientale era Moloc, il quale esigeva dai suoi adoratori il sacrificio dei loro figli - Lev. 18:21; 2 Re 23:10; Deut. 18:10. Nei luoghi in cui veniva adorato sono stati rinvenuti grossi cumuli di cenere contenenti gli scheletri dei bambini vittime di questi orribili sacrifici. Il Libro dei Re attribuisce l'introduzione del culto di Moloc in Israele al re Manasse (687-642) - 2 Re 21:6. In realtà questo culto era praticato da sempre dai cananei ed ha trovato ferventi adepti anche fra gli ebrei corrotti. Il re Giosia mette al bando questo culto dal paese, masuo figlio Ioiachim lo ristabilisce, ed esso rimane in auge per tutta l'epoca dei due regni. 

Geremia ed Ezechiele si indignano fortemente di fronte a queste orribili pratiche - Ger. 7:29-34; 10:1-13; Ez. 16:20; 20:26,30: il bambino viene prima sgozzato o, a volte, legato vivo all'altare dove i genitori lo danno alle fiamme in olocausto al dio Moloc! 

Uno dei luoghi di culto più rinomati di questo dio sanguinario si trovava negli immediati dintorni di Gerusalemme, nella valle della Geenna, là dove più tardi i romani uccisero i loro condannati e i corpi gettati nel fuoco che divampava giorno e notte alimentato dallo zolfo. Di qui la sinistra fama di questa valle, oggi verdeggiante, situata a sud-ovest di Gerusalemme. Il suo nome deriva da quello del suo antico proprietario, "Hinnom", ma ha finito per diventare sinonimo di un inesistente luogo di tortura chiamato "INFERNO".